Vito Distante
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Concetta Bevilacqua, storico e critico d'arte

Il maestro Distante raggiunge attraverso la creazione delle sue opere una totale armonia giungendo ad un’immagine vera, il reale per eccellenza. In questo modo la scelta dei soggetti da rappresentare quali zebre, nature morte, elementi marini, donne, uomini, paesaggi, animali, sfocia nella visione dell’iperrealismo. .... continua

 

Maria Luigia Argentiero, architetto, docente di storia dell'arte

C’è nella pittura recente di Vito Distante un affinamento progressivo, una nuova indagine sui temi già sondati, una riflessione personale sulla realtà oggettiva che attraverso la struttura compositiva,il taglio visivo,il tono cromatico trasforma il dato reale, accuratamente selezionato, in un’icona iper-reale.... continua


Vinicio Coppola, critico d'arte (articolo su Expo Arte 2008 apparso su "Quotidiano di Bari")

Quotidiano di Bari"...E di lavoro divertente si può parlare anche mirando le composizioni pittoriche di Vito Distante. Composizioni intrise di un realismo che si avvale di policroma e vivace tavolozza per polarizzare l'attenzione del pubblico. Anche quando prevalgono colori primari, come nel caso del "Tramonto nel Kruger" nel quale il bianco e il nero riescono a rubare la scena, mettendo quasi in obra le linee gialle e rosse che fanno da sfondo. Colori decisamente zebrati che ammiccano sia nella "Mater etcina" che nel "Dio e lui sono uno solo" e, in particolar modo, nella "Donna nel letto" dove la sensualità riesce ad emergere anche quando si cela sotto seriche coltri. Talvolta il colore, supportato da violente "nuances" si fa rigorosa denuncia. Ed ecco l'indice accusatore contro lo sfruttamento della prostituzione ne "Le donne dell'est", dove succinte e appetitose ragazze in minigonna e shorts adescano di notte facoltosi clienti su lussuose e fiammanti automobili. Oppure viene presa di mira la piaga dell'emigrazione in "No man - no land". Ma questo solista del colore non si ferma qui. Adesso ad intrigarlo è la natura. Di qui lo spostamento del suo obiettivo sugli inquilini del mare offrendoci un simpatico "Plectorinco" che sfoggia un vestito a strisce gialle e bluastre cui fanno da contrappunto il rosso delle gallinelle e le squame argentee del sarago.



Dino Del Vecchio, critico d'arte

Vito Distante ama presentare ogni capitolo della sua storia pittorica evidenziandone in primo luogo i contenuti di una ricerca che s’incunea nel carattere formale del dipinto, dimostrando di possedere piena capacità nei mezzi espressivi meditati ed elaborati per l’approfondita conoscenza del linguaggio pittorico nella materia e nella forma-struttura con una particolare intuizione creativa per le sue composizioni formali, il segno di un recupero che introduce alla Citazione... continua

Ernesto Gennaro Solferino, maestro artista

Meticoloso ricercatore della classica tecnica pittorica, Vito Distante esprime nelle sue opere passionalità, impressioni minimali e preziosismi cromatici in organismi visivi.... Le sue opere, farcite di intellettuali fraseggi e retaggi ideologo-sociali sviluppano temi tendenzialmente logati con cromie zebrate alternate a semplici sentimenti omerico-egheliani.

Enza Nunziato, Il Sannio Quotidiano

Il Sannio Quotidiano...dotato di mano straordinaria, Vito Distante ha la grande abilità di sapere abbinare in modo felice moduli espressivi classici con una straordinaria gestione fantasiosa e creativa della tavola dei colori... Si tratta di dipinti ispirati alle suggestioni della natura esotica o del venusto mondo marino della sua terra madre o ispirate alle grandi e difficili tematiche sociali, come l’immigrazione (“No man, No Land”, su tutte)... continua



Lucia Messina, galleria d'arte "Il Futurista", Crotone

Vito Distante, artista pugliese, può senz'altro essere definito pittore "iperrealista". I suoi soggetti preferiti che più di altri lo identificano sono i corpi, a volte umani, più spesso animali, ed il suo modo di intendere la natura, anche se bestiale e selvaggio, lo porta a tentare di migliorare, cosa resa possibile solo dalla finzione della pittura, il lavoro svolto da migliaia di anni di evoluzione della specie, da cui la definizione che gli viene data di iperrealista.
Vedere per credere.

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